40 anni di esperienza al vostro servizio

Nel 1976 ho fondato il nostro Studio professionale, cinque anni dopo che il governo Rumor aveva emanato la Riforma Tributaria, tuttora in vigore.
La riforma si prefiggeva di modernizzare e razionalizzare la tassazione dei redditi e la riscossione dei tributi: avrebbe dovuto ridurre il numero dei tributi e delle aliquote, contrastare l’evasione fiscale e riorganizzare l’amministrazione finanziaria. E soprattutto attuare il precetto costituzionale secondo il quale “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.
Ho sperato per oltre 40 anni che si realizzassero le promesse della riforma ma, nonostante le tante modifiche apportate nel tempo, esse sono rimaste un sogno nel cassetto, e la situazione è purtroppo peggiorata sotto molti punti di vista.

In questo articolo diamo la parola a Giuseppe Tallarita, classe 1936, fondatore dello Studio Associato Tallarita, che ci racconterà il suo punto di vista sui rilevanti cambiamenti che ha vissuto nella sua lunga e articolata vita professionale.
“Da ragazzo vivevo in un piccolo paese della Sicilia, e nel 1954 mi sono arruolato in Guardia di Finanza, dove ho imparato a conoscere la normativa fiscale italiana.
Negli anni successivi mi resi conto della mia esigenza di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, di relazionarmi con operatori diversi, di cercare di affrontare e risolvere problemi di natura diversa, sempre attinenti al settore fiscale.
Grazie anche all’esperienza acquisita in oltre venti anni in Guardia di Finanza, nel 1976 ho iniziato l’attività professionale, fondando lo Studio Tallarita: il mio obiettivo era assistere con cura i miei clienti imprenditori nell’applicazione della normativa fiscale e amministrativa e nella corretta osservanza applicazione delle norme.

La realtà aziendale ed economica nel 1976 era molto diversa da quella attuale: l’evasione fiscale esisteva già, anche se in percentuale molto più bassa di quella attuale.
Iniziare un’attività economica era più semplice rispetto ad oggi: la gestione e il rispetto della normativa fiscale e contabile erano meno complesse.

Contrasto all’evasione fiscale

Oggi come allora:

  • la giustizia è troppo lenta, quindi spesso si prescrivono i termini della riscossione
  • le probabilità di essere “pescati” dal fisco sono basse
  • periodicamente viene approvato un condono fiscale
  • la complessità delle norme non aiuta ad avere equità fiscale

Uno dei problemi più grandi che spesso devo affrontare è quindi quello di convincere il contribuente a dichiarare tutto il reddito.
La difficoltà consiste nel fatto che il cittadino spesso si sente non garantito, non protetto e talvolta vessato perchè, anche pagando fino all’ultimo centesimo, può venire sanzionato per violazioni formali che non sono state determinanti e che nessun danno hanno arrecato allo Stato.
Infatti, mi viene riferito:

  • “Pagherei tutte le tasse, se lo Stato utilizzasse meglio i miei soldi”
  • “Perchè lo Stato non interviene per eliminare gli sprechi, i disservizi, le spese inutili?”
  • “Perchè lo Stato non toglie i privilegi elargiti a pioggia negli anni e che paghiamo tutti noi?”

Questi temi non sono prettamente fiscali, ma incidono sulla fiducia che il cittadino ripone dello Stato.

 

I sedicenti “esperti fiscali”

Consiglio di diffidare di certi “esperti fiscali non meglio identificati”, non iscritti ad alcun Ordine che, a pagamento, dispensano “consigli” a loro dire finalizzati alla riduzione del carico fiscale.
Si tratta quasi sempre di suggerimenti che a consuntivo potranno portare a responsabilità civili e penali sottovalutate e a sostenere ingenti oneri per sanzioni e spese.

Aumento della complessità

Nel tempo sono aumentati gli adempimenti a carico dei contribuenti, finalizzati al controllo dell’evasione da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Si sono aggiunti adempimenti, quali l’antiriciclaggio, la privacy, sulla sicurezza… che hanno aggravato le imprese di ulteriori oneri e dispendio di risorse.
Non tutti gli adempimenti obbligatori introdotti nel tempo, però, si sono dimostrati efficaci: ad esempio gli studi di settore, che sono stati introdotti per stimare i ricavi minimi delle diverse categorie di imprenditori, hanno aumentato gli adempimenti ma non hanno risolto il problema dell’evasione.
I cambiamenti repentini della normativa tributaria, difficile da interpretare, costringono la categoria dei commercialisti ad un continuo aggiornamento e costituiscono quindi un costo aggiuntivo per i clienti.
Un altro tipo di adempimenti aggiuntivi è l’informatizzazione del lavoro, imposta dal legislatore e dall’evoluzione tecnologica: se da una parte essa ha portato molti benefici a livello di accesso alle informazioni, alle comunicazioni con i clienti e con gli enti pubblici, d’altra parte però ha comportato uno sforzo notevole, da parte di tutti i contribuenti e dei loro consulenti, per apprendere le nuove tecnologie.
Infine, i princìpi dello Statuto del Contribuente, che dovrebbe proteggere lo stesso nei confronti dell’amministrazione finanziaria, non sempre vengono rispettati dall’amministrazione finanziaria stessa, ad esempio quando vengono approvate normative con effetto retroattivo.

Si promette semplificazione, ma le complessità aumentano

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Vedo, purtroppo, oltre a questi problemi, anche il pesante carico fiscale che scoraggia le iniziative imprenditoriali: alcuni imprenditori cessano l’attività – o addirittura non iniziano – proprio perché non riescono a sopportare il carico fiscale e le complessità del sistema.
L’Ordine Professionale dei Commercialisti ci sostiene e ci aiuta con le sue battaglie volte ad ottenere dallo Stato le semplificazioni promesse, il rispetto dello Statuto del Contribuente e la riduzione del carico fiscale. Ma, nonostante ciò siamo, ancora lontani dall’avere un sistema fiscale e amministrativo semplice e trasparente.
Si propone di collaborare con i rappresentanti dello Stato per suggerire proposte utili a migliorare il sistema fiscale, nell’interesse di tutti.

L’importanza della relazione con i nostri clienti

Abbiamo sempre cercato di impostare il rapporto con i nostri clienti sulla trasparenza, sul rispetto e sulla puntualità.
Anche oggi cerchiamo di capire i bisogni dei nostri clienti, ascoltandoli anche con incontri “de visu”.
Allo stesso tempo è indispensabile che i clienti ci diano informazioni complete sulla propria situazione economica, patrimoniale e finanziaria all’inizio del rapporto e ad ogni modifica sostanziale della stessa.

Se i nostri clienti collaborano con noi, anche noi lavoriamo meglio, e a nostra volta li aiutiamo a lavorare meglio

Infine, periodicamente chiediamo ai nostri clienti, con un breve questionario, se sono soddisfatti del nostro servizio: vogliamo capire i nostri punti di forza e di debolezza per aiutarli a lavorare meglio e ad essere più sereni, delegando a noi alcuni problemi.

Un desiderio professionale da esprimere oggi

Vorrei che si realizzassero le promesse espresse dai vari rappresentanti dei governi che si sono succeduti nel tempo:

Equità, Giustizia, Semplificazione. Trasparenza

Secondo Voi lettori, i Governanti ci riusciranno?

Nata nel 1973, comincio a lavorare in Studio dal 1991 e mi laureo nel 1998, mi iscrivo all’Ordine dei Commercialisti nel 2001. Le mie principali competenze, oltre alle classiche contabili e fiscali, sono: – Rilancio delle piccole imprese e microimprese – Assisto i “Food and beverage manager” per il settore della ristorazione – Amministrazione di Sostegno, per garantire un supporto professionale e umano alle persone con disabilità – Formazione per la gestione della contabilità

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