Il Cliente al primo posto: il case study di Blue Men Distribution

In questo articolo vi parlerò di un imprenditore molto particolare: un intermediario di commercio che tratta denim per jeans (e non solo!), prodotto in Giappone e venduto alle migliori firme della moda italiana.

Di Walter Manfroi, titolare della Blue Men Distribution srl, mi ha colpito il suo sguardo incentrato sulla qualità del prodotto per avere la massima customer satisfaction, una grande apertura verso le culture estere senza pregiudizi, e, non per ultima, l’enorme disponibilità a investire tempo ed energie sul lavoro, tutte qualità che molti imprenditori italiani dovrebbero sviluppare per ottenere buoni frutti dai loro business.

 

Cosa ha imparato dalle Sue esperienze di lavoro all’estero?

Iniziando presto la mia esperienza all’estero – dove in più di 11 anni di viaggio ho vissuto lavorando tra Inghilterra, Germania, Usa, Messico, Tailandia, Indonesia, Filippine, Corea e Giappone – ho potuto vivere le realtà di più paesi e allargare di molto le mie vedute rispetto alla formazione Iniziale.

Da ragazzo ho fatto gli studi alberghieri, approfondendo le lingue e l’attenzione per il cliente: ho potuto verificare che, oltre agli studi, l’esperienza lavorativa sul campo non ha paragone.

Ho imparato dagli asiatici a cogliere l’utilità anche dei lavori più disparati e umili e, in generale, che ci sono tanti altri stili di vita altrettanto validi del modello italiano.

Tutto ciò mi ha aiutato a capire che non solo il proprio paese ma il mondo diventa la propria casa, così diventa facile lavorarci e viverci.

 

Quale è il valore della Customer Satisfaction?

Il cliente che si trova bene con noi ritorna e ordina ancora da noi.

Antico tappeto in demin

Siamo riusciti ad avere una grande fidelizzazione: dando un buon servizio si è creata fiducia in noi da parte della clientela e per qualsiasi richiesta siamo i primi a cui si rivolgono: la soddisfazione del cliente per il lavoro ricevuto è di fondamentale importanza!

Cerchiamo di coccolare il cliente ogni giorno, conoscere la sua cultura per farlo sentire compreso nelle sue esigenze (per esempio il cliente giapponese non esterna le sue emozioni, ma noi ci immedesimiamo in lui).

L’ intermediario di commercio deve fare da filtro, da psicologo, tra tanti partner:  il produttore, il management, il cliente, deve avere ottime capacità relazionali e lasciare tutte le parti con un sorriso.

 

Qual è l’importanza di conoscere le lingue?

È la cosa più importante di tutto nel lavoro, in qualsiasi lavoro: conoscendo la lingua con cui si interagisce si parte già in vantaggio: è importante parlare al cliente nella sua lingua per farlo sentire accolto.

Ad esempio io, oltre all’inglese, lavorando in estremo oriente ho imparato sul campo il giapponese, il coreano e l’indonesiano.

 

Qual è il vostro metodo di lavoro?

A mio avviso è necessario:

  • creare un “brand”, cioè differenziarsi dai competitors per ricoprire la nicchia di mercato scoperta e farla diventare una tendenza: così si può diventare leader di un settore.
  • saper gestire bene il tempo per essere produttivi
  • avere un lavoro vario ed interessante, per esempio confrontandosi con altre culture nei viaggi di lavoro
  • last but not least, lavorare divertendosi: solo cosi i ritmi a volte estremamente intensi non pesano (ad esempio noi dobbiamo gestire più di 300 email al giorno!)

 

Come è possibile implementare le metodologie straniere di lavoro in Italia?

Questo è un punto veramente difficile: se non si elimina gran parte della burocrazia che pesa in modo incredibile, è impossibile avere metodologie efficienti in questo paese (si passa in genere un quarto del proprio tempo lavorativo ad occuparsi di inutili pratiche burocratiche).

fiori di cotone dipinti di indaco

Ad eccezione della figura del Commercialista, che esiste in quasi tutto il mondo, in Italia se non si ha un consulente del lavoro, un consulente fiscale, un consulente sicurezza, un consulente legale è quasi impossibile lavorare: in nessun altro paese dove ho lavorato ho trovato un simile imposizione burocratica.

La pubblica amministrazione in Italia non aiuta le imprese a crescere, mentre questo dovrebbe essere un obiettivo prioritario,  nell’interesse della pubblica amministrazione, visto che poi è l’impresa stessa che contribuisce al mantenimento di tutta la sua struttura!

C’è  tanto ostruzionismo, eccessive legislazioni che una nuova azienda non riesce a conoscere e che spesso neanche i professionisti del settore (commercialisti, consulenti tributari, ecc..) riescono a conoscere!

 

Cosa si dovrebbe fare per migliorare il business in Italia?

Sicuramente eliminare la zavorra burocratica, semplificare i processi lavorativi, abbassare il peso della tassazione, alzare l’importo minimo del valore delle transazioni in contanti, se non a 12.500 euro come erano tempo fa, almeno a 5-6.000 euro, solo in questo modo si riesce a ravvivare un po’ l’economia e permettere ai consumi una ripresa.

 

Come ci si può aprire all’estero per cercare nuovi clienti?

Ci sono due metodologie:

  • Prendere la valigia ed andare a trovare clienti
  • Partecipare ai diversi eventi fieristici dove i clienti vengono a trovarti

 

Come è possibile controllare la qualità dei prodotti commercializzati?

Nel nostro campo, del tessuto e dell’abbigliamento, questo è un tema estremamente sensibile, è sempre necessaria la presenza di un partner di fiducia sul luogo di produzione, per evitare poi di consegnare merce non congrua, difettata o differente da quanto promesso.

Bisogna curare  il proprio prodotto nei minimi dettagli, per esempio noi abbiamo studiato in profondità il denim. Questo è un prodotto molto duttile con cui si fabbricavano in passato tute da pompieri, coperte, tappeti e anche oggi bellissimi kimono, nonchè “semplici” borse e cappelli, non solo i classici jeans.

Lo showroom di Blue Men Distribution

 

Qual è la vostra giornata tipo di lavoro?

Dato il diverso fuso orario, la mattina si lavora tendenzialmente con l’Asia, e dopo con l’Europa. Ci sono periodi estremamente intensi durante le campagne vendite intervallati da periodi di calma a cavallo delle stagioni.

In ogni caso sono sempre disponibile a lavorare ad ogni ora del giorno e della notte, per soddisfare le richieste dei vari partner.

 

Quanto è importante la delega ai collaboratori?

E molto importante avere collaboratori che riescano a seguire le necessità del lavoro, e quando si ha fiducia meglio delegare il più possibile, ovviamente controllando lo stato di avanzamento del lavoro.

Inoltre grazie alle moderne tecnologie, ci si tiene sempre in contatto anche a distanza,  lavorando sui computer dei collaboratori (o il contrario) quando necessario.

 

Da dove trae la soddisfazione nel proprio lavoro?

Nel  vedere che quanto noi proponiamo nel mercato poi viene apprezzato dal cliente finale, ritrovando ritrovare i propri prodotti nelle vetrine, nella pubblicità e nei giornali ripaga tutti i nostri sacrifici.

 

 

 

Nata nel 1973, comincio a lavorare in Studio dal 1991 e mi laureo nel 1998, mi iscrivo all’Ordine dei Commercialisti nel 2001. Le mie principali competenze, oltre alle classiche contabili e fiscali, sono: – Rilancio delle piccole imprese e microimprese – Assisto i “Food and beverage manager” per il settore della ristorazione – Amministrazione di Sostegno, per garantire un supporto professionale e umano alle persone con disabilità – Formazione per la gestione della contabilità

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